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"Uomo Faber"

LIBRI DI LIGURIA → DE ANDRE’
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'Uomo Faber'
Codice347
"Uomo Faber"
di Fabrizio Calzia e Ivo Milazzo
De Agostini
 
Di Fabrizio De André si conosce ormai tutto, o quasi. Oltre alle sue musiche e alle sue poesie, sono state pubblicate - soprattutto negli ultimi tempi - decine di libri, volumi fotografici, documentari. Pure troppa roba, lo si è messo praticamente a nudo. Per il decennale della morte nella sua Genova è stata anche allestita una bella mostra interattiva che ora sta girando l'Italia (fino al 30 maggio è all'Ara Pacis di Roma). Adesso è anche in libreria un fumetto dedicato al cantautore genovese, con i testi dello scrittore-editore genovese Fabrizio Càlzia
 e i disegni di Ivo Milazzo, inventore di Ken Parker e illustratore di molti fumetti, da Tex Willer alle storie Disney.
Il Museo Luzzati di Porta Siberia ospita da venerdì 19 marzo a domenica 18 aprile 2010 la mostra Uomo Faber. Il senso del racconto, con tutte le 160 tavole originali realizzate
da Milazzo. In più, altre illustrazioni firmate dal disegnatore tortonese, da Ken Parker a Il Boia Rosso, da Diabolik a Baden Powell.

La storia di Uomo Faber, precisiamo, non è reale. È finzione letteraria. Quello che figura tra le pagine del libro è «un De André immaginato, immaginario, verosimile ma non vero». Così lo descrive Càlzia, autore dei testi: «ho cercato di interpretarlo, di descrivere quello che era ed è il mio Fabrizio, non la sua musica ma la sua umanità».
Un romanzo per immagini, un percorso attraverso disegni nervosi e imperfetti: «per realizzare De André ho dovuto tornare alle mie origini, quando disegnavo in maniera schizzata» spiega Milazzo, «perché spesso un segno dinamico ha più valore dell'eccessiva definizione». Vicende realistiche ma non reali, dunque. Come l'impossibile salto in avanti verso un episodio che De André non ha potuto vedere: il G8 del 2001 e i fatti della Diaz, scuola che il cantautore frequentò effettivamente negli anni delle elementari. Tutto d'un botto, tra le vignette a colori ecco che compaiono scene violente, disegni scuri in cui si confondono sangue, manganellate e pellirossa in una terribile visione onirica che accosta i fatti del luglio di nove anni fa alla canzone Fiume Sand Creek. «Dopo il G8 parlai con Dori Ghezzi», afferma Càlzia, «che mi domandò: Chissà Fabrizio cosa avrebbe detto?». 
Grande ammiratore del cantautore genovese dalla fine degli anni Settanta, Càlzia ancora ricorda il suo incontro con De André: «avvenne a Monaco di Baviera nel 1982», racconta, «io vivevo lì e dovevo fargli un'intervista per un giornalino universitario, lui doveva registrare Fiume Sand Creek in playback in uno studio televisivo. Seduti per terra in un corridoio abbiamo chiacchierato per quattro ore: all'inizio parlando dei massimi sistemi, alla fine discutendo di calcio e del Genoa».

12,90
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