LIBRILIGURIA.IT - Libreria San Michele ad Albenga ::: libri Liguria e Liguria libriLIBRILIGURIA.IT - Libreria San Michele ad Albenga ::: libri Liguria e Liguria libri

"Racconti in verticale"

LIBRI DI LIGURIA → SPORT
previousnext
'Racconti in verticale'
'Racconti in verticale'
Codice490
"Racconti in verticale"
di Alessandro Grillo
Le mani edizioni
Se non ci sei mai stato, a Finale, questo libro puoi anche non leggerlo. Ma se ti è capitato di frequentare quel groviera di calcare giallo che sono le rocce finalesi,
allora questo libro per te è indispensabile. Ti riporta a un'epoca in cui le parole d'ordine erano avventura e scoperta. Un'epoca in cui non era chiaro se il Bric Pianarella
era scalabile e se qualcuno sarebbe mai arrivato in cima ai buchi della Superpanza. Un'epoca in cui era ancora importante arrivare in cima senza badare al come, un'epoca in cui c'erano i chiodi, si scalava con le scarpe da ginnastica (Adidas Tampico!), e l'imbrago era fatto con le fettucce per le tapparelle.
E' un libro indispensabile perché è indispensabile conoscere Alessandro Grillo, che è stato il principale artefice della nascita dell'arrampicata a Finale.
E' sua la prima guida: "La pietra del Finale - guida alle palestre di arrampicamento finalesi" (1974), scritta prima con gli amici Calcagno e Simonetti, poi rieditata con Andrea Parodi nel 1983. In una serie di racconti in ordine cronologico, Alessandro Grillo con semplicità e un pizzico di nostalgia, ci racconta di un'epoca in cui
ancora non c'era il ponte dell'autostrada sopra Feglino, non c'erano le falesie attrezzate, non c'era lo spit.
Ma c'era la 500 di Gianni Calcagno che li portava entrambi a scalare, c'era la loro competizione con i fratelli Vaccari per l'apertura delle prime vie sul Pianarella
e sul Monte Cucco, per lui "madre di tutte le arrampicate". C'era l'amicizia con Patrick Berhault, per cui Grillo chiodava progetti che a lui parevano impossibili,
e che immancabilmente Patrick superava lanciando nuove sfide all'amico: "tu chioda… che io fa!".
Il libro meritava qualche racconto e qualche pagina in più e, magari non fermandosi solo agli albori, avrebbe potuto addentrarsi nei primi anni di quell'invasione
poliglotta di climber in cui l'Autore dice di non trovarsi più a suo agio. Sta di fatto che resta un libro importante e assolutamente da leggere, perche aggiunge
parecchio gusto alle salite finalesi: dopo averlo letto, ripetere la "Via del Tetto", "Aspettando il sole" o Coralie al Cucco, o la Vaccari e la Grimonet
al Pianarella, avrà un sapore diverso. Strepitosa la prefazione di Andrea Gobetti.
22,00
btd_03btd_04