| | | Sabato 14 agosto 2010: "Pan e pumata" |  |
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Con il Patrocinio del Comune di Albenga
Rassegna di incontri con gli autori - estate 2010 - X edizione
piazzetta Episcopio - Albenga (centro storico)
ingresso libero - inizio ore 21,15 Sabato 14 agosto
"Pan e pumata"
di Raffaella Fenoglio
presenta Sandra Berriolo
Seneca Edizioni
Nonna Ada e gli anni '70, dalle acciughe all'austerity...
Vi preannuncio che lo scritto non vuole essere il triste racconto di una gioventù mal vissuta o la denuncia di qualche malefatta. La mia è stata un’infanzia felice ed interessante. Sarà una lunga chiacchierata fra amici, davanti ad una tazza di caffè ed una buona torta. Si ripercorre la storia della mia famiglia partendo da lontano e intervallando il racconto con le ricette di “nonna Ada”. Gli intrecci si snodano attraverso personaggi molto diversi: Maria, nonna paterna, taciturna e melanconica, piemontese, nata e cresciuta in Argentina che, a seguito dell’improvvisa morte della madre punta da un ragno velenoso, torna in patria col padre e il fratello. Sposa Battista, giovane carradore dal carattere allegro e intraprendente. Dopo il matrimonio si trasferiscono prima a Marsiglia, poi nella Riviera Ligure dove incorrono in varie disavventure. Il timido prozio Vigi, fratello di Battista, chiamato sotto le armi si trova nel posto sbagliato l’otto settembre del 1943 e viene deportato in Germania. Ritornerà a casa, ma nessuno avrà voglia di ascoltare le sue storie, solo il nipote gli presterà attenzione. Il padre, Lorenzo, inventivo, porterà avanti il commercio del padre. I nonni materni, Ada ed Emilio, liguri, teneri e affettuosi con lo stuolo di nipoti femmine, intrisi di bontà genuina che diffondono su tutti coloro incrociano la loro strada. La nonna, ispiratrice di questo volume, infaticabile, cuoca superba, amante di ospedali e cimiteri. Il nonno, autiere, centauro appassionato, con predilezione per i cibi semi-congelati. Le sorelle e i fratelli della nonna, alcuni deceduti in seguito all’epidemia di “Spagnola”, la Nina, invece, finita nei campi di lavoro a Dachau e tornata a casa dopo la guerra. La mamma, Valentina, che ha passato i primi anni della vita sfollata da parenti nel savonese, e il suo maestro di scuola partigiano che scappava nei boschi appena sentiva avvicinarsi una camionetta tedesca, lasciando la classe incustodita. E poi i “favolosi” anni settanta, anni di piombo, quando chi scrive frequenta le elementari presso un istituto di suore, mentre alla televisione e in famiglia si discute del divorzio, dell’aborto, del femminismo, del Diritto di Famiglia, in attesa che qualcuno premesse il famoso bottone per farci saltare in aria… e le sorelle maggiori la trascinano a penosi cineforum. Gli scout, la temuta colonia estiva in campagna. Un maschiaccio mancato, la Raffaella, che va con scarsissimi risultati a danza classica e a pianoforte, sognando i suoi giri in bicicletta, e che raggiunge la felicità nelle domeniche di austerity con i pattini a rotelle ai piedi, e nella cucina della nonna Ada. Il racconto finisce nel 1977 al termine della quinta elementare.
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