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Sabato 5 dicembre 2009:
Venerdì 13 novembre 2009: Giovanni Impastato presenta "Resistere a mafiopoli"facebook twitter
10/10/09
Venerdì 13 novembre 2009: Giovanni Impastato presenta
Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel maggio del 1978.
Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel maggio del 1978.
Rassegna di incontri con gli autori 2009 - 2010 V edizione
Auditorium San Carlo, via Roma - Albenga (centro storico)
inizio ore 17,30 - ingresso libero
Venerdì 13 novembre 2009
"Resistere a mafiopoli"
La storia di mio fratello Peppino Impastato
Incontro con Giovanni Impastato
(Edizioni Nuovi Equilibri) presenta Claudio Porchia
Nel corso della mattinata, Giovanni Impastato incontra gli studenti
delle scuole medie superiori di Albenga.
Impegnato da anni nella lotta per la legalità in tutta Italia, l'autore è fratello di
Peppino Impastato (nella foto), il politico e conduttore radiofonico famoso per le sue denunce
delle attività mafiose in Sicilia che dalla mafia fu assassinato a Cinisi nel maggio del 1978.
"La mafia era sempre stata di famiglia per noi, interna alla nostra casa, così abituale da non farsi notare; ma, con l'omicidio dello zio, d'improvviso diventava una forma spaventosa, sconosciuta e falsamente benevola. Di quel nucleo familiare, così forte e unito,
di quella famiglia felice e ostentatamente patriarcale come era la mia, oggi non esiste più niente: è stata spazzata via dalla crudeltà della mafia che non ha avuto il minimo scrupolo a sconvolgere i nostri affetti e i nostri sentimenti. La nostra famiglia si sfaldava e, a peggiorare le cose, avrebbe contribuito anche un atteggiamento che, fino ad allora, ci era sconosciuto. Cominciarono problemi nei rapporti familiari, soprattutto per la reazione di Peppino che da allora cominciò a chiedersi in che famiglia e in che mondo vivesse. Sono stati tempi molto difficili. Almeno agli inizi, sembrava impossibile poterci liberare da quell'oppressione mafiosa, toglierci dalla testa quel velo di falsità che ricopriva anche la nostra casa. Ci siamo riusciti pagando un prezzo altissimo ma con un risultato straordinario che oggi possiamo rivendicare con pieno merito: quello di essere tornati a vivere come persone libere che sono riuscite a far capire che in Sicilia è possibile resistere contro lo strapotere della mafia. Un'eredità dal valore inestimabile, una ricchezza che ci è stata lasciata da Peppino e che mia madre e io abbiamo saputo raccogliere per
essere i testimoni del nostro tempo."


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